Che cosa serve per imballare tutto per il trasloco: i materiali professionali

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Il pluriball per gli oggetti più fragili

Per proteggere e imballare gli oggetti più fragili che devono esser trasportati in casa nuova, si usa il pluriball. Forse il nome non è noto a tutti, ma il materiale di sicuro lo è: si tratta del foglio di platica con le bollicine, divertentissime da schiacciare. Questo materiale professionale da imballaggio serve per proteggere al meglio oggetti che si possono infrangere come i piatti di porcellana, i bicchieri di vetro e molto altro ancora. Nei preventivi traslochi Roma può esser incluso anche la fornitura di questo prodotto.

Gli immancabili scatoloni di cartone

Per organizzare i traslochi, sono indispensabili gli scatoloni di cartone tripla onda, i migliori perché i più resistenti. Uno scatole può essere usato più e più volte per diversi traslochi senza problemi. Il cartone è molto resistente e così si può usare in diverso modo. Gli scatoloni migliori sono di medie dimensioni altrimenti quelli troppo grandi sono poi troppo pesanti.

Lo scotch, sia di carta che da pacchi

Un rotolo di scotch è sempre molto utile durante il trasloco perché trova impegni in diverse situazioni. Anzitutto, quello da pacchi serve per montare lo scatolone di cartone; si possono fare più passate sul fondo al fine di rinforzarlo per bene. Inoltre, lo scotch serve anche per chiudere la scatola, evitando che gli oggetti fuoriescano a causa di una chiusura non perfetta. Lo scotch di carta si usa in diversi casi ma può anche esser utilizzato al posto delle etichette per scrivere che cosa c’è dentro lo scatolone stesso.

Le patatine di polistirolo per gli spazi vuoti

Si usano oggi le patatine di polistirolo anche durante i traslochi. Quando si finisce di montare e riempire uno scatolone, possono esserci ancora degli spazi vuoti, per evitare che questi spazi lasciano troppo spazio agli oggetti che si muoveranno rischiando di sbattere tra loro, si inseriscono le patatine di polistirolo proprio per evitare questo problema.

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