Quando nascerà il tuo bambino: calcola la data del parto

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Appena si scopre di esser in dolce attesa, le future mamme vogliono sapere con la massima precisione quando sarà la data del parto. Quando nascerà mio figlio è una delle domande che le donne incinte fanno più spesso. Invece di continuare a chiedere al ginecologo, si può calcolare quanto manca alla fatidica data del parto.

Si deve però precise che la data è solamente indicativa. Infatti, ogni bambino ha i suoi tempi e le mamme possano partorire prima della data o ance dopo. Secondo una ricerca solo il 4% dei bambini nasce il girono preciso che il ginecologo ha indicato. C’è chi attende un po’ di più e chi meno, ma avere una data indicativa è di enorme aiuto per predisporre tutto quanto ed esser pronti all’arrivo del neonato.

La data del parto: come si calcola

Per il calcola della presunta data del parto non è necessario sapere quando è avvenuto il concepimento a cui non è facilissimo risalire. Il motivo è molto semplice: anche se si conoscesse con precisione la data in cui si ha avuto l’ultimo rapporto. L’ovulo potrebbe essere stato fecondato anche giorni dopo. Per poter calcolare il giorno della nascita del bambino basta sapere quando è avvenuta l’ultima mestruazione. I calcoli possibili sono praticamente tre: un calcola matematico, il calcolo in base alle lune oppure utilizzando il cosiddetto regolo ostetrico. Scopri nel dettaglio i tre sistemi su PortaleBimbo.it

Primo sistema: il calcolo matematico

Per sapere quando avverrà il parto, più o meno, si deve sapere quando sono iniziate le ultime mestruazioni. Da quel giorno, si contano 40 settimane ed ecco la data di nascita del bambino.

Secondo sistema: il regolo ostetrico

Il regolo ostetrico è uno strumento del ginecologo per sapere la data del parto. È una sorta di tabella che si basa sull’ultima mestruazione composta da due cerchi sovrapposti.

Terzo sistema: il calcolo della luna

Il terzo sistema è più un metodo popolare per definire quando nascerà il bambino. Si calcola sulle lune e in realtà è molto simile al primo metodo perché le lune cambiano ogni 28 giorni, cioè circa la durata di un ciclo.

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